domenica 13 maggio 2012
Campania Sapori: Premiscelanti, collanti e idropitture Edilchem
Campania Sapori: Premiscelanti, collanti e idropitture Edilchem: EDILCHEM azienda specializzata nel settore edile: premiscelanti, collanti e idropitture! Azienda operante su tutto il territorio Nazional...
Premiscelanti, collanti e idropitture Edilchem
EDILCHEM azienda specializzata nel settore edile: premiscelanti, collanti e idropitture!
Azienda operante su tutto il territorio Nazionale rivolta a imprese edili e privati!
Per info:
Tel. 0823 951644
On web: http://www.edilchem.it
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Etichette:
Benevento,
Provincia Benevento
Ubicazione:
82011 Forchia BN, Italia
lunedì 23 aprile 2012
Salerno e la sua Provincia
La provincia di Salerno (pruvincia 'e Salierno in campano) comprende 158 comuni. Affacciata a sud-ovest
sul mar Tirreno, confina a nord-ovest con la provincia di Napoli, a nord con la
provincia di Avellino, ad est con la Basilicata (provincia di Potenza).
Per la vastità geografica, complessità e diversificazione
del territorio, è sicuramente una delle province più varie d'Italia.
La parte a nord del capoluogo, meno estesa, si divide nella
fascia della Costiera Amalfitana (la costa meridionale della penisola
sorrentina, patrimonio UNESCO), verso est si sviluppa nel punto in cui la valle
dell'Irno sfocia verso il mare, sud-est troviamo la grande piana del Sele o di
Paestum, a sud, oltre il Sele, le vaste aree del Cilento e del vallo di Diano,
territori prevalentemente montuosi e verdeggianti di difficile accessibilità, a
lungo rimasti isolati dai principali flussi di traffico, ma di grande fascino
paesaggistico tanto da essere dichiarato parco nazionale e patrimonio UNESCO.
Il territorio, in prevalenza collinare, è ricco di corsi
d'acqua, il principale dei quali è il fiume Sele, tra le alture di rilievo,
vanno ricordate il Cervati (1898 m) e il massiccio degli Alburni col monte
Panormo (1742 m), appartenenti al Subappennino lucano; il Polveracchio (1790 m)
e l'Accellica (1660 m), appartenenti all'Appennino campano. Le valli di
maggiore dimensione sono il vallo di Diano, la valle del Sele e la val Calore.
La costa della provincia di Salerno si estende per circa 220 km, da Positano a
Sapri; la morfologia della costa è estremamente varia: la parte nord è
rappresentata dalla celeberrima costiera amalfitana, aspra e frastagliata,
dalla quale si godono panorami unici al mondo; la parte centrale è piatta ed è
caratterizzata da un'ampia ed ininterrotta spiaggia, orlata da una rigogliosa
pineta, che si estende per più di 50 km da Salerno ad Agropoli, passando per
Paestum; la parte sud, detta "Costiera Cilentana", si estende per
circa 100 km da Agropoli a Sapri ed è caratterizzata dal continuo alternarsi di
tratti aspri e rocciosi a spiagge ampie e sabbiose.
Il clima è uno dei più miti d'Italia ed è caratterizzato da
inverni tiepidi e da estati calde ma non afose.
La Provincia di Salerno, quale segno distintivo, ha un
proprio stemma e un proprio gonfalone. Lo stemma è costituito dalla Croce di
Amalfi, nota anche come Croce di Malta; ottagona, di colore bianco su sfondo
blu. Essa, con le sue punte, simboleggia le beatitudini teologali secondo San
Matteo (anche Patrono della città di Salerno, capoluogo di Provincia). Lealtà,
Pietà, Franchezza, Coraggio, Gloria ed onore, Disprezzo della morte,
Solidarietà verso i poveri ed i malati, Rispetto per la Chiesa, l’Eternità. Con
la Croce di Amalfi si intende esaltare il processo di integrazione e lo spirito
di accoglienza, assistenza ed ospitalità, tipici del popolo della Provincia di
Salerno, che ha saputo fissare leggi e consuetudini di grande valore per la comprensione
tra uomini e popoli diversi, per il superamento delle divisioni nazionali,
razziali ed ideologiche, per la tutela delle minoranze etniche e linguistiche.
Il gonfalone riproduce in campo azzurro lo stemma sormontato dalla scritta
semicircolare “Provincia di Salerno” e si completa con il nastro tricolore
(verde, bianco e rosso) annodato al di sotto del puntale.
La città di Salerno è
il capoluogo di Provincia della Campania, avendo una provincia che comprende
158 comuni e che affacciata sul Mar Tirreno, confina a nord-ovest con la
provincia di Napoli, a nord con la provincia di Avellino,ad est con la
Basilicata (provincia di Potenza). La parte a nord del capoluogo comprende la
fascia costiera (la Costiera Amalfitana).Proseguendo verso est si trova il
capoluogo,che affaccia appunto sulla piana di Paestum,da cui dista 40
chilometri. Infine, a sud, oltre il fiume Sele che attraversa l'agro,la vasta
area del Cilento,che forma la Lucania storica,territorio montuoso e
verdeggiante,ma di grande fascino paesaggistico perchè offre il Parco Nazionale
del Cilento e Vallo di Diano.A est del capoluogo c'è l'Appennino campano e il
confine con la provincia di Avellino, cui è collegata attraverso la valle
dell'Irno (il fiume da cui prese probabilmente nome il capoluogo).Sempre al
confine con gli appennini,verso sud,si apre il Vallo di Diano dove è possibile
ammirare la Certosa di Padula e le Grotte di Pertosa.
I primi insediamenti
preistorici, della provincia di Salerno conobbero un primo, formidabile
sviluppo culturale ad opera di invasori orientali, Focei e Greci. I primi
fondarono una città alla foce dell'Alento, oggi in territorio di Ascea, poi
conosciuta come Elea e successivamente Velia, che con la successiva
colonizzazione greca ospitò una delle maggiori scuole filosofiche presocratiche,
la scuola Eleatica resa celebre dalle speculazioni di Parmenide e Zenone, il
cui paradosso dovette aspettare il calcolo infinitesimale di Leibniz-Newton per
essere confutato, più di due millenni più tardi. I secondi fondarono invece,
alla foce del Sele in territorio di Capaccio, Poseidonia, oggi nota col nome
romano di Paestum. Le vestigia dei suoi formidabili templi rivaleggiano in
bellezza e condizioni di conservazione con quelle della Valle dei Templi di
Agrigento e la Selinunte della Sicilia Occidentale, e sono tra le più
importanti testimonianze architettoniche giunte fino a noi dalla Magna Grecia.
I templi, all'epoca ancor più affascinanti perché circondati da paludi
malariche, furono poi meta prediletta dei viaggiatori dell’ ottocentesco, così
importante nella cultura europea, finendo per essere raffigurati (e narrati)
dai maggiori artisti e letterati del tempo.
In epoca medievale,
Salerno fu centro benedettino di assoluto rilievo, e prima ancora ebbe un ruolo
fondamentale e propulsivo in quel processo di renovatio imperi che portò la
cultura longobarda a riproporre in Italia istituzioni e conoscenze dell'epoca
romana fino a culminare nella fondazione del Sacro Romano Impero da parte di
Carlo Magno, che del principe longobardo salernitano Arechi II fu cognato
(avendo entrambi sposato figlie del re lombardo Desiderio).
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Provincia Salerno
Ubicazione:
Salerno SA, Italia
Salerno il lungomare più caratteristico d'Italia
Salerno è un comune
di 140.580 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia. È la seconda città della
Campania per popolazione. Varie sono le ipotesi per quanto riguarda l'origine
del suo nome. Salerno significasse luogo di sole, dal vocabolo greco
"salos" che significa mare e da"erno" che vuol dire pianta,
quasi pianta uscente dal mare. Il primo insediamento documentato sul territorio
di Salerno risale al VI secolo a.C., si tratta di un centro osco-estrusco che
sorgeva sul fiume Irno poco lontano dalla costa in un punto strategico per le
vie di comunicazione dell'epoca. Nel V secolo a.C., con la ritirata degli
etruschi dall'italia meridionale, lo stesso insediamento venne occupato dai
sanniti. Nel 197 a.C. viene fondata sulla costa la colonia romana di Salernum.
La città si espanse e durante l'impero di Diocleziano divenne il centro
amministrativo della provincia della Lucania e del Bruzio. Nel 646 Salerno
cadde in mano longobarda e divenne parte del ducato di Benevento.
Nel 774 il
principe Arechi II vi trasferì la corte e nel 839 il principato di Salerno
divenne autonomo da Benevento acquisendo i territori del Principato di Capua,
la Calabria e la Puglia fino a Taranto. La realtà della città era
caratterizzata da un ambiente multiculturale; fra impero e papato, In questo
contesto sorse intorno al IX secolo la Scuola Medica Salernitana che la
tradizione vuole fondata da quattro maestri: un arabo, un ebreo, un latino ed
un greco.
La scuola fu la prima istituzione per l'insegnamento della medicina
nel mondo occidentale e godè di enorme prestigio per tutto il medioevo. La
città era una meta obbligata per chi volesse apprendere l'arte medica o farsi
curare dai suoi celebri dottori. Questa fama valse a Salerno il titolo di
Hippocratica civitas, titolo di cui ancora la città si fregia nel suo stemma in
questo periodo la città visse il più florido della sua storia. Saliérno nel
vernacolo locale e nei dialetti campani). La città sorge sull'omonimo golfo del mar
Tirreno, tra la costiera Amalfitana (a ovest) e la piana del Sele ed il Cilento
(a sud), nel punto in cui la valle dell'Irno si apre verso il mare.
Dal punto
di vista orografico il territorio comunale è molto variegato, infatti si va dal
livello del mare fino ad arrivare ai 953 metri del monte Stella. L'abitato si sviluppa lungo la costa e si
estende verso l'interno fino alle colline retrostanti.
La città è attraversata dal fiume Irno, da cui,
probabilmente, deriva il suo nome. Altro corso d'acqua che scorre nel
territorio comunale è il fiume Picentino, che ad oriente di Salerno separa la
città stessa dalla confinante Pontecagnano Faiano.
Il clima è tipicamente mediterraneo, con inverni miti e
piovosi ed estati moderatamente calde e con piogge molto scarse e spesso la
città sia spesso interessata dai venti.
Lo stemma ed il gonfalone del comune di Salerno sono
costituiti da uno scudo sannita troncato.
Nella parte alta è presente San
Matteo in campo azzurro, sormontato da una corona murata; l'evangelista regge
con la mano destra una penna d'oca e con la sinistra il vangelo. Nella parte
bassa lo stemma è fasciato d'oro e di rosso. La corona murata sulla testa di
San Matteo e segno del titolo di Città di cui Salerno si può fregiare per
antico diritto.
La maggioranza della popolazione è di religione cristiana, principalmente
cattolica, divisa in trentanove parrocchie.
I monumenti più importanti della città… Duomo: cattedrale
romanica edificata nel 1084; con i suoi mosaici e le sue tarsie policromatiche
è uno dei rari esempi di architettura arabo-normanno. Raccoglie 20 secoli di
arte, dai sepolcri di epoca romana alle architetture arabo-normanne, dai
mosaici tardo bizantini agli affreschi del cosiddetto Paradiso Salernitano. Di
particolare interesse anche la della cripta barocca, in cui sono conservate le
spoglie di San Matteo Evangelista. Nella sala San Lazzaro vi è un suggestivo
presepe, dipinto su sagome dal pittore Mario Carotenuto altre chiese importanti
della città sono…Chiesa di San Giorgio, Chiesa di San Benedetto, Chiesa del
Santissimo Crocifisso, Chiesa di San Pietro a Corte, Chiesa di Sant'Andrea
della Lama, Chiesa di Santa Maria de Lama.
Molti sono anche i musei della città….Museo Archeologico
Provinciale, Museo Diocesano, museo delle Ceramiche del Castello Arechi, Museo
Virtuale, museo della Città Creativa, museo Roberto Papi e la Pinoteca Provinciale.
Diversi sono i parchi urbani e le aree verdi della città,
senza contare i numerosissimi giardinetti, aiuole e zone verdi che adornano
diversi punti dei vari quartieri.
Il Lungomare Trieste è il più famoso, si sviluppa per 3 km
circa con palme e giardini ed una gradevole passeggiata in riva al mare
(progettato nel 1948, fu definito dagli Inglesi il più bel lungomare del
Mediterraneo negli anni '50). Da ricordare poi Villa Comunale, Giardino della
Minerva, parco del Mercatello, del Seminari, del Pinocchio, dell’Irno,
Galiziano oltre poi ai Giardini dei
Mariele Ventre, del Forte La Carnale oltre poi a Villa Carrara e Villa
Bracciante.
domenica 15 aprile 2012
Pietrelcina terra di Padre Pio
Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione (Pietrelcina, 25 maggio 1887 – San Giovanni Rotondo, 23 settembre 1968), è stato un religioso cattolico italiano appartenente all'Ordine dei Frati Minori Cappuccini ed un sacerdote; la Chiesa cattolica lo venera come santo e ne celebra la memoria liturgica il 23 settembre, anniversario della morte.
Francesco Forgione nacque a Pietrelcina, un piccolo comune alle porte di Benevento, il 25 maggio 1887. Fu battezzato il giorno successivo nella chiesa di Sant'Anna. Gli venne dato il nome Francesco per desiderio della madre, devota a san Francesco d'Assisi . Il 27 settembre 1899 ricevette la comunione e la cresima dall'allora arcivescovo di Benevento, Il giovane non frequentò le scuole in maniera regolare perché doveva rendersi utile in famiglia lavorando la terra. Solo quando ebbe dodici anni cominciò a studiare le elementari e poi passò alla scuola per gli studi ginnasiali. Il desiderio di diventare sacerdote fu sollecitato dalla conoscenza di un frate del convento di Morcone, fra' Camillo da Sant'Elia a Pianisi, Solo nell'autunno del 1902 arrivò l'assenso per entrare in convento. . Il 18 luglio del 1909 ricevette l'ordine del diaconato, nel noviziato di Morcone. Il 10 agosto fu ordinato sacerdote.
Nonostante fosse ancora ventitreenne, il vescovo decise per un'eccezione alle disposizioni del diritto canonico che all'epoca prevedevano un'età minima per l'ordinazione di 24 anni. In tale periodo gli agiografi collocano la comparsa sulle sue mani delle stimmate( settembre 1911) La sera del 28 luglio, accompagnato da padre Paolino da Casacalenda, arrivò per la prima volta a San Giovanni Rotondo.
Nell'agosto del 1918 fra Pio affermò di aver avuto delle visioni su di un personaggio che lo avrebbe trafitto con una lancia, lasciandogli una ferita costantemente aperta (transverberazione).
Nello stesso periodo cominciarono a circolare voci secondo le quali la sua persona aveva cominciato a emanare un "inspiegabile" profumo, che non era percepito da tutti allo stesso modo: «Chi diceva di sentire profumo di rose, chi di violette, di gelsomino, di incenso, di giglio, di lavanda ecc.»
La voce della comparsa delle stigmate fece il giro del mondo e San Giovanni Rotondo divenne meta di pellegrinaggio da parte di persone che speravano di ottenere grazie. I pellegrini gli attribuirono il merito di alcune conversioni e guarigioni "inaspettate", grazie alla sua intercessione presso Dio. La popolarità di padre Pio e di San Giovanni Rotondo crebbe ancora grazie al passa-parola e la località dovette cominciare ad attrezzarsi per l'accoglienza di un numero di visitatori sempre maggiore.
La situazione divenne imbarazzante per alcuni ambienti della Chiesa cattolica: il Vaticano infatti non aveva notizie precise su cosa stesse realmente accadendo; Un primo inconcludente rapporto fu stilato dal Padre Generale dei cappuccini, il quale a sua volta aveva inviato Giorgio Festa. Questi ipotizzò una possibile origine soprannaturale del fenomeno, ma proprio il suo entusiasmo ne minò la credibilità.
Infatti, molte furono le visite a cui fu sottoposto ma tutti dichiararono che fosse solo un fenomeno di suggestione, o con un mezzo chimico, per esempio la tintura di iodio a creargli quelle macchie sul corpo e sulle mani. Nella relazione finale trasmessa alla Santa Sede monsignor Rossi si dimostrò scettico riguardo i presunti prodigi che le convinzioni popolari attribuivano al cappuccino , ma nonostante tutta la chiesa lo aveva condannato…la gente comune e personaggi famosi accorrevano sempre di più a San Giovanni Rotondo…in quel periodo il superiore locale di padre Pio, padre Rosario da Aliminusa (al secolo Francesco Pasquale, 1914-1983), testimoniò che padre Pio non venne mai meno ai suoi doveri d'obbedienza; ne mise inoltre in risalto il rigore teologico. Nel 1964, il nuovo Papa Paolo VI concesse personalmente ma ufficiosamente a Padre Pio da Pietrelcina l'Indulto (reintegro) per continuare a celebrare, anche pubblicamente, la Santa Messa secondo il rito di San Pio V.
Padre Rosario da Aliminusa, inoltre, in relazione alla nomina - da parte della Santa Sede - di padre Clemente da Santa Maria in Punta quale amministratore apostolico destinato a gestire la situazione giuridico-economica dei beni della Casa Sollievo della Sofferenza, fu nominato procuratore generale dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, una delle massime cariche dell'ordine, incaricato, per la funzione, di mantenere i rapporti tra l'Ordine e la Santa Sede, cosa questa che favorì una ricomposizione della frizione che stava insorgendo in relazione alla gestione dei beni e delle donazioni: padre Pio istituì nel suo testamento la Santa Sede quale legataria di tutti i beni della Casa Sollievo della Sofferenza. Alle ore 2:30 del mattino di lunedì 23 settembre 1968 Padre Pio morì all'età di 81 anni. Ai suoi funerali parteciparono più di centomila persone giunte da ogni parte d'Italia.
Il 6 gennaio 2008 il vescovo Domenico D'Ambrosio annunciò durante la messa nel santuario di Santa Maria delle Grazie che nel mese di aprile 2008 il corpo di Padre Pio sarebbe stato riesumato per una ricognizione canonica con l'esposizione alla pubblica venerazione sino al mese di settembre 2009 in vista del quarantesimo anniversario della sua morte. Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2008 è stata riaperta la bara che contiene il cadavere di san Pio. Secondo le dichiarazioni del locale arcivescovo le unghie e il mento erano ben conservati pur essendo trascorsi quarant'anni dalla sua morte, ma non sono rese state pubbliche fotografie.
Dal 24 aprile 2008 al 23 settembre 2009 a San Giovanni Rotondo è stata esposta la salma di Padre Pio, all'interno di una teca di cristallo costruita appositamente. Essa in realtà è stata poco visibile: il volto, conservato solo nella parte inferiore, è talmente decomposto da essere stato ricoperto da una maschera di silicone che ne riproduce le sembianze. La salma poggia su un piano di plexiglas forato e rivestito di tessuto. Al di sotto ci sono due contenitori in pvc pieni di gel di silice per la regolazione dell’umidità. Nella teca è stato immesso azoto per evitare ulteriori decomposizioni. Il 23 settembre 2009, nell'anniversario della morte, si è conclusa l'esposizione della salma con una solenne cerimonia.
Il 19 aprile 2010 la salma di San Pio è stata traslata nella cripta della nuova Chiesa di Padre Pio, decorata con i mosaici del sacerdote gesuita sloveno Marko Ivan Rupnik e con il soffitto ricoperto di foglia oro, ricavato dalla fusione degli ex-voto che i fedeli negli anni hanno donato a San Pio. Tuttavia, l'inaugurazione di una siffatta cripta è stata contrassegnata da forti polemiche, sia da parte del mondo laico che da parte degli stessi cattolici, in quanto un tale sfarzo è decisamente contrario agli ideali dell'Ordine Francescano (al quale Padre Pio apparteneva) improntati all'umiltà e alla povertà.
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Provincia Benevento
Ubicazione:
82020 Pietrelcina BN, Italia
Gastronomia del Sannio Riso con il latte
Riso con il latte...
Ingredienti: 1 lt di latte, 200 gr. di riso, 200 gr. di zucchero, 50 gr. di burro, cannella in polvere e zucchero a velo.
Procedimento: in un a pentola versare il latte e portare ad ebollizione. Prima che si formi la schiuma calare il riso e lasciare cuocere lentamente. Quando il riso risulterà cotto unire lo zucchero. Amalgamare leggermente e togliere la pentola dal fuoco. Lasciar riposare. Versare su di un un piatto da portata e cospargere, con un colino, la cannella mista allo zucchero a velo.
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82100 Benevento BN, Italia
Gastronomia Sannita il Pane di Saragolla
La saragolla è un'antica varietà di grano duro, ancora oggi coltivata nelle aree interne del Sannio, in provincia di Benevento, da cui prende il nome un pane di segale prodotto in questa zona, caratterizzato da una mollica giallo paglierino particolarmente morbida e da una crosta molto croccante. La sua produzione è molto antica ed è rimasta invariata negli anni: si ottiene aggiungendo la semola al criscito, il lievito ottenuto dalla pasta acida della lavorazione precedente. La massa viene, poi, tenuta al caldo per tutta la notte a lievitare e poi impastata di nuovo con l'aggiunta di altra semola, acqua, lievito di birra e sale. In seguito awiene la seconda lievitazione che dura circa 3-4 ore. Si procede, al termine della lavorazione, alla formazione di pagnotte rotonde, che vengono segnate con tagli trasversali e poi infornate nel forno a legna. Oltre ad essere consumato quotidianamente, grazie al suo sapore deciso, il pane di saragolla è particolarmente indicato come base su cui provare l'olio nuovo e le numerose tipologie di formaggi e salumi prodotti nella zona.
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82100 Benevento BN, Italia
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